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[Riassunto editore]
La città e il suo racconto. Percorsi napoletani tra immaginario e reale: In che modo si può raccontare una città come Napoli? Attraverso quali immagini e quali eventi che non creino un "falso" racconto, riducendone la complessità e fraintendendo il senso di contraddizioni e ambivalenze? Partendo da questi interrogativi, evitando di cedere alle facili lusinghe di letture riduttive, semplificate e stereotipate, e considerando piuttosto la città come un luogo di narrazioni polifoniche che si intrecciano e si arricchiscono incessantemente, l'autrice ha individuato alcuni percorsi che ci permettono di cogliere segni e indizi di memorie del passato ma anche aspetti del presente.

La napoletanità: lo sfruttamento degli stereotipi.
L’antropologa Gianfranca Ranisio considera Napoli una “città-testo”: ci sono tante stratificazioni culturali che sono come pagine, e la città si presta a narrazioni polifoniche. Napoli non è un semplice luogo fisico abitato dagli uomini, ma anche spazio “di percezioni e di emozioni” (Ranisio, La città e il suo racconto. Percorsi napoletani tra immaginario e reale, Meltemi, 2003, p. 7).
Un fenomeno che Ranisio rimarca è lo sfruttamento, da parte degli stessi napoletani, della “napoletanità” come narrazione fondata su stereotipi. La napoletanità, date le potenzialità simboliche produttrici di realtà, è diventata una chiave di lettura per capire la città e i suoi abitanti. Ma è diventata anche un mito a uso e consumo dei napoletani:
“Questo mito ha alimentato una vastissima letteratura configurandosi come mito bifido, ambivalente, in cui convivono immagini antitetiche ed è diventato anche un prodotto esportabile, “da vendere”, giocando con le ambiguità del mito stesso.”, (Ranisio, cit., p. 14.)

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Titre

La città e il suo racconto. Percorsi napoletani tra immaginario e reale.

Éditeur

Napoli, Meltemi, Collana Gli argonauti

Date

2003

Langue

Format

19x12 cm, 168 pages

Identifiant

ISBN-10: 8883532783

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