Description

[Abstract]

SUMMARY The Southern Stereotype in the 19th and 20th Centuries. The Case of Sardinia Following Italian unification, the North-South dichotomy which had for centuries been part of European tradition was reformulated in Italian culture, resulting in the definition of a homogeneous concept of the South and with it what is probably the most significant and persistent stereotype in the national collective imagination. This perspective stands as a constant in every text on Sardinia, since the national debate on the Southern Question placed the island firmly among the country's other Southern regions. In the early 20th century the traditional stock of images and stereotypes characterising literary discourse became an essential reservoir of characters, situations and places for film-makers. Following the method of imagology, this paper focuses on the strategies used in representing the stereotype of the South in the cinema, specifically in the film Cainà. L’isola e il continente (Righelli 1922). The working hypothesis is that films confirmed the centrality of the North-South dichotomy as the creative engine in the Italian cinematic imagination and the identification of Sardinian society with the South perceived as a model of archaic and primitive civilisation. Depicting Sardinia in accordance with an interpretative scheme considered absolute and unchanging, the new art form followed a route already laid down in literature. In addition, in a cultural phase dominated by the need to develop and disseminate a national consciousness, it contributed to the production of images and symbols standing in open contradiction to the ideal of a united Italy, revealing the contradictions that the Risorgimento had created rather than resolve.




[Extrait]
"All’indomani dell’unificazione italiana, nel dibattito sulla questione meridionale si arrivò a definire un concetto omogeneo di Sud e con esso probabilmente anche il più importante e persistente stereotipo dell’immaginario culturale italiano.Questo toposvenne avvalorato ‘scientificamente’ negli anni a cavallo fra Otto e Novecento da chi spiegava le differenze fra il settentrione e il meridione della penisola alla luce delle specifiche caratteristiche genetiche degli abitanti.
Esemplare a questo riguardo fu la pubblicazione nel 1901 del volume Italiani del Nord e italiani del Sud di Alfredo Niceforo, il cui titolo sanciva la frattura insanabile che minava l’unità nazionale.
Nell’ambito di tale dibattito la Sardegna rappresentava un caso emblematico: nonostante costituisse il nucleo originario del Regno d’Italia, tuttavia essa dal punto di vista culturale e socioeconomico era parte integrante del Sud. Questa ottica venne ripresa anche dal nascente cinema, il quale applicò il dualismo concettuale Nord-Sud elaborato nella tradizione europea e successivamente riformulato nella cultura italiana postunitaria, con il suo corollario di caratteristiche ritenute immodificabili, per interpretare la realtà sarda (‘Sud’) in chiave oppositiva rispetto alla penisola (‘Nord’). In questo articolo analizzeremo in particolare la pellicola Cainà. L’isola e il continente(1922), che costituisce un esempio significativo di tale approccio culturale;5 ciò ci permetterà di trarre alcune conclusioni sulle forme di rappresentazione del mondo sardo e, più in generale, sul perpetuarsi nelle espressioni artistiche di una forma mentis che minava dalle fondamenta il principio della raggiunta unità politica e l’aspirazione al formarsi di una coscienza veramente nazionale. [...]

Conclusioni
La coerenza con il topos del Sud primitivo e atavico si coglie nella identificazione del paesaggio filmico con la Barbagia, così che la montagna e il suo abitante per eccellenza, il pastore – simboli di un mondo naturalistico, opposto alla civiltà moderna – diventano gli elementi iconici più importanti per ‘mettere in scena’ il concetto di identità sarda. Anche l’insularità viene ricreata filmicamente per evocare in chiave simbolica la condizione di distanza e separatezza dal mondo civile. L’ottica primitivista si evince inoltre nell’attenzione prestata agli elementi della vita quotidiana e del folklore che sono ampiamente descritti nella pellicola; tra di essi spiccano, in particolare, la ricostruzione dettagliata della festa paesana che culmina nella scena del ballo quale epifania dell’identità culturale sarda e, in misura minore, i riti della caccia e del compianto del morto. La pellicola Cainà. L’isola e il continente conferma dunque sia la forza del dualismo concettuale ‘Nord’ e ‘Sud’ come motore creativo nell’immaginario italiano, sia l’identificazione del mondo sardo con il Meridione inteso quale modello di civiltà arcaica, primitiva ed esotica. È significativo ricordare che tale approccio prendeva spunto da quel concetto di identità nazionale come entità fissa, immutabile e specifica di ogni ethnos che costituiva il fulcro ideologico del nazionalismo ed era alle radici del Risorgimento. Inoltre, pur rispondendo a strategie discorsive generali, radicate nel pensiero europeo, lo stereotipo del Sud si delineò all’interno del dibattito che animava l’élite culturale italiana di fine secolo e non può essere liquidato come il frutto di un semplice ‘sguardo esterno’, cioè dell’ottica negativa e ostile della dirigenza politica settentrionale nei confronti del mondo meridionale; al contrario, accanto alle discutibili prese di posizione degli studiosi deterministi come Niceforo, perfino gli intellettuali meridionalisti e gli scrittori veristi, seppur animati da buone intenzioni, avevano contribuito a diffonderne un’immagine che avvallava i pregiudizi.27 Ciò si coglie anche nel caso della filmografia di ambientazione sarda, gestita prevalentemente da autori e case di produzione ‘continentali’ aventi per modello l’immagine della Sardegna creata dalla Deledda nelle sue opere. Cainà rappresenta dunque un esempio di tale processo sinergico fra ‘sguardo esterno’ ed ‘interno’.All’inizio del Novecento descrivere la Sardegna secondo lo stereotipo del Sud significava continuare a generare simboli in aperta contraddizione con l’ideale dell’Italia unita, tuttavia rivelatori delle tensioni e contraddizioni che il processo risorgimentale aveva creato piuttosto che risolto."

Table des matières

La Sardegna nell’immaginario letterario europeo
La geografia come chiave di lettura simbolica del mondo sardo
Il folklore come cifra essenziale nella rappresentazione del Sud
Conclusioni

Collection

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Italie
Sardaigne (Italie)

Titre

Lo stereotipo del Sud fra Otto e Novecento: il caso della Sardegna

Éditeur

Incontri, Rivista europea di studi italiani, n° 26(2)

Date

2011

Langue

Format

Pdf, pp. 50-63.

Source

UvA-DARE 5Digital Academy Repository) , Universitu-y of Amsterdam
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